Guida
Le parole dei bandi, spiegate
Un glossario breve e come prepararti. È una guida generale: il testo del bando prevale sempre e quello che leggi qui non è consulenza legale o fiscale.
Glossario
- Fondo perduto
- Un contributo che non va restituito, se rispetti le regole del bando. Di solito copre una percentuale delle spese che sostieni e arriva dopo che le hai documentate (rendicontazione).
- Finanziamento agevolato
- Un prestito a tasso zero o ridotto: va restituito. Alcuni bandi combinano una parte a fondo perduto e una parte di finanziamento agevolato.
- Intensità di aiuto
- La percentuale delle spese ammissibili che il contributo copre. Se il bando copre il 50% e spendi 40.000 €, il contributo massimo teorico è 20.000 €, sempre entro il tetto previsto.
- Spese ammissibili
- Le spese che il bando accetta di finanziare, di solito con un elenco di categorie (per esempio macchinari, software, consulenze) e una data prima della quale le spese non contano.
- A sportello
- Le domande si valutano in ordine di arrivo, finché i fondi finiscono. Conta essere pronti: chi arriva dopo l’esaurimento resta fuori anche se ha i requisiti. Alcuni sportelli si aprono a un’ora precisa («click day»).
- A graduatoria
- Tutte le domande presentate nella finestra indicata vengono valutate insieme e ordinate per punteggio. Non conta arrivare per primi, conta la qualità del progetto rispetto ai criteri del bando.
- De minimis
- Aiuti di importo ridotto che non richiedono l’autorizzazione della Commissione europea. C’è un tetto complessivo per impresa unica su tre anni (oggi 300.000 €, Reg. UE 2023/2831): molti bandi chiedono una dichiarazione su quanto hai già ricevuto.
- Cumulabilità
- La possibilità di sommare più agevolazioni sulle stesse spese. Ogni bando fissa i suoi limiti: prima di chiedere due contributi per lo stesso investimento, verifica che si possano sommare.
- Impresa costituenda
- Un’impresa non ancora costituita. Alcuni bandi accettano la domanda di persone fisiche che si impegnano a costituirla dopo l’ammissione, entro un termine; altri richiedono l’impresa già attiva. L’ordine delle mosse conta: leggi il bando prima di aprire la partita IVA.
- PMI e microimpresa
- La definizione europea guarda addetti e fatturato (o totale di bilancio): microimpresa sotto i 10 addetti e 2 milioni di euro, piccola sotto i 50 addetti e 10 milioni, media sotto i 250 addetti e 50 milioni di fatturato (o 43 di bilancio). Si possono contare anche le imprese collegate: controlla le regole del bando.
- Startup innovativa
- Un’impresa iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese che rispetta requisiti di legge, tra cui un’età massima e un contenuto innovativo. Molti bandi la considerano a parte: l’iscrizione si verifica con una visura.
- Codice ATECO
- La classificazione ISTAT dell’attività economica (per esempio 47.11 per il commercio al dettaglio). Lo trovi nella visura camerale o nei documenti della partita IVA. Alcuni bandi ammettono o escludono attività in base al codice.
- Sede operativa
- Il luogo dove l’impresa svolge davvero l’attività. Per i bandi regionali conta di solito la sede operativa, non quella legale.
- Rendicontazione
- Presentare all’ente le spese sostenute con fatture, pagamenti tracciabili e altri documenti. È il passaggio che sblocca l’erogazione del contributo, a volte in più tranche (anticipo, stati di avanzamento, saldo).
- DURC
- Documento unico di regolarità contributiva: attesta che l’impresa è in regola con i contributi previdenziali e assicurativi. Molti bandi lo verificano prima di pagare.
- Registro nazionale degli aiuti (RNA)
- La banca dati pubblica degli aiuti di Stato. L’ente la consulta quando valuta la domanda e ci registra gli aiuti concessi: serve a controllare cumulabilità e limiti.
Come prepararsi
Ogni bando elenca i propri documenti: l’avviso ufficiale è l’unico elenco valido. Questi sono quelli che compaiono più spesso, utili da avere pronti.
- Identità digitale (SPID o CIE). Quasi tutti i portali dei bandi chiedono di accedere così.
- PEC attiva. L’ente comunica per posta elettronica certificata.
- Firma digitale. Spesso serve al legale rappresentante per firmare la domanda.
- Visura camerale aggiornata. Mostra forma giuridica, sede, codice ATECO e data di costituzione.
- Ultimo bilancio o dichiarazione dei redditi. Servono a dimostrare dimensione e dati economici.
- Preventivi di spesa. Di solito dei fornitori, a volte più di uno per confronto.
- Descrizione del progetto o business plan. Cosa vuoi fare, con quali spese e quali obiettivi.
- Dichiarazioni. Per esempio de minimis, assenza di cause di esclusione, regolarità contributiva.
- IBAN dell’impresa. Il conto su cui arriverà il contributo, a volte dedicato al progetto.
In che ordine muoversi
- Leggi l’avviso per intero. Requisiti, spese ammissibili, scadenza e modalità di selezione.
- Controlla i requisiti prima di spendere o di costituire. Alcuni bandi richiedono l’attività già avviata, altri la escludono; alcuni ammettono solo spese sostenute dopo la domanda.
- Prepara i documenti. Soprattutto per i bandi a sportello, dove conta l’ordine di arrivo.
- Presenta la domanda con anticipo, sul portale indicato dall’ente: gli ultimi minuti sono i più rischiosi.
- Conserva tutto e tieni traccia di fatture e pagamenti: servono alla rendicontazione.
Per un caso specifico, chiedi al consulente o direttamente all’ente che gestisce il bando: ha un contatto indicato nell’avviso.